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Convento S. Maria del Cengio

Il Cengio

Talitha Kum

Casa dei Sentieri

Eremo S. Maria

Servi di Maria

ICONA DEL NOSTRO FUTURO

Data: 13-08-2026, in Commenti al Vangelo

15 agosto 2026 – Assunzione di Maria

  In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. (...). Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.  

Lc 1, 39-56

ICONA DEL NOSTRO FUTURO

La gioia, come la pace, come l'amore, si vivono appieno solo condividendoli; con il corpo, con gli occhi e le mani, con la voce e le parole. Maria è la sorella che è andata avanti danzando. E il suo destino, è il nostro.

Il Vangelo presenta la sola scena in cui le uniche protagoniste sono due donne. Maria, Elisabetta e nessun'altra presenza, che non sia quella del mistero di Dio pulsante nel loro grembo. Nel Nuovo Testamento profetizzano per prime le madri, e così accade nel mondo: ogni madre che dà alla luce il figlio, pronuncia una profezia.

La festa dell'Assunta (la Pasqua d’estate, secondo le chiese orientali, frutto della Grande Pasqua di primavera), ci rassicura sull'esito buono della storia: la terra non finirà stritolata dal drago della violenza; la Bellezza e la generatività della Donna sono più forti di ogni drago rosso, di ogni malattia, violenza, depressione, solitudine, sconforto. Un’impennata di senso su tutto ciò che accade.

“Vidi una donna vestita di sole, che era incinta”: immagine bellissima della Chiesa, di Maria, di me, piccola ombra sul mondo. Saremo tutti come quella Donna: vestiti di luce, portatori di vita, in lotta contro tutto ciò che uccide. Contro il grande drago che non vincerà, perché il mondo è gravido, non di morte ma di vita, e porta un altro mondo nel grembo.

L'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo è l'icona del nostro futuro, del destino che ci attende. Questa festa intona il canto del corpo, annunciando che il Creatore non spreca le sue meraviglie: anche il corpo è santo e avrà, trasfigurato, lo stesso destino dell'anima. Perché l'uomo è uno.

Questo corpo così fragile e caro, così dolente e gioioso, nido d'amore e talvolta tana di violenza, sarà, un giorno, trasparenza di cristallo, sacramento dell'incontro perfetto.

Vergine, anello d'oro del tempo e dell'eterno, tu porti la nostra carne in paradiso e Dio nella nostra carne (D. M. Turoldo).

Anello d'oro, dove il tempo e l'eternità si innestano l'uno nell'altra. Sconfinamento: carne di donna in paradiso, carne di Dio sulla terra.

Il vangelo racconta che "Maria si mise in viaggio, in fretta, verso la montagna". Donna dell'amore che ha sempre fretta, che non sopporta ritardi; corre, portata dal futuro che già preme in lei.

Donna in viaggio, in esodo sulle tracce dell’esodo di Dio verso la terra.

In viaggio da casa a casa, lascia Nazaret e va: da Elisabetta, dagli sposi di Cana, a Cafarnao, alla camera alta a Gerusalemme, quasi che la sua casa si fosse moltiplicata seguendo il crescere del cuore di madre.

Donna in viaggio, nella gioia e nella trepidazione. Gioia che con Elisabetta si fa abbraccio e danza dei grembi: “Benedetta tu…” Prima parola che incarna la promessa di Dio quando, in principio, “li benedisse” (Gn 1,28). Benedizione è, o dovrebbe essere, la prima parola di ogni dialogo tra persone: Dio mi benedice con la tua presenza, possa Egli benedire te con la mia presenza.

Il corpo di Maria si fa salmo: l'anima canta! Lo spirito danza!

Perché la gioia, come la pace, come l'amore, si vivono appieno solo condividendoli; con il corpo, con gli occhi e le mani, con la voce e le parole.

Maria è la sorella che è andata avanti, danzando. E il suo destino è il nostro:

“Poiché il tuo corpo è fra le stelle

Spera, Maria, la nostra carne oscura...” (E. Bono).