Domenica 8 febbraio - ore 15.00 a Santa Maria del Cengio
Con:
Eleonora Di Giuseppe, Alfonso Nardi, Fabio Dalla Zuanna
per (ri)scoprire il piacere del capolavoro dantesco in dialogo tra la fisica quantistica e i versi del Paradiso.
Come colui che sognando vede
La meccanica quantistica e il paradiso dantesco
La nostra società ci insegna che la verità è nelle mani della scienza, e che il metodo scientifico rappresenta l’unico accesso alla conoscenza del mondo. Alla letteratura e alla teologia, al contrario, viene attribuito il ruolo di porre le domande sul mondo, salvo poi catalogare le risposte come insolvibili.
In questo incontro vogliamo mettere in luce come la fisica sia stata, in realtà, la più grande fonte di domande del secolo scorso. Le scoperte sperimentali del Novecento hanno trasformato radicalmente la comprensione del mondo da parte degli esperti, mettendo in evidenza elementi della realtà che il senso comune non ha ancora interiorizzato. A non essere stata sconvolta è la verità intuita dalla poesia, che ne è uscita, invece, rafforzata.
Ci faremo accompagnare dalle parole di Dante in una descrizione che racconta, in sorprendente accordo con la meccanica quantistica, di un Universo pieno di relazioni, libero e luminoso.
Con:
Eleonora Di Giuseppe, Alfonso Nardi, Fabio Dalla Zuanna
Eleonora di Giuseppe si è laureata con lode in Filologia Moderna all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è insegnante di lettere presso il Liceo Scientifico “Elio Vittorini” di Milano.
Alfonso Nardi è ricercatore presso il Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano. Si occupa di manipolazione della luce, con applicazioni che includono la generazione di stati quantistici e sistemi efficienti per l’intelligenza artificiale.
Fabio Dalla Zuanna, dopo un percorso di studi scientifici e giuridici, ha intrapreso il sentiero attoriale. Formato in diverse scuole di recitazione e doppiaggio, sotto la guida di Marta dalla Via, Carla Stella, Roberto Pedicini, Christian Iansante e altri, nel corso degli anni ha maturato una curiosità famelica per tutto lo scibile umano, dalla fisica alla letteratura classica: “Sono convinto che per fare teatro, il teatro non basta.
Il teatro è intriso di conoscenza, di tante conoscenze che devono essere mescolate, fuse e confuse, intrecciate e sciolte. Nelle mie diverse attività cerco sempre di trasmettere quella passione che tutt’ora mi consuma”.