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La strada di casa

Data: 04-05-2023, in Commenti al Vangelo

Domenica V di Pasqua - 7 maggio - p. Ronchi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Giovanni 14, 1-12

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LA STRADA DI CASA

Verità sei tu quando ti prendi cura e custodisci, ti fermi accanto all'uomo bastonato dai briganti, quando sai mettere sentori di primavera dentro un’esistenza.

Via. Verità. Vita. Parole immense, che scappano da tutte le parti, ma che sempre fanno centro nel nostro cuore.

Io sono la via, la strada, che è molto più di una stella polare che indica, pallida e lontana, la direzione. È qualcosa di vicino, solido e affidabile dove posare i piedi; il terreno, battuto dalle orme di chi è già andato oltre, e che ti assicura che non sei solo. La strada è libertà nata dal coraggio di uscire e partire, come Abramo.

La Bibbia è piena di strade, di vie, di sentieri e di futuro che chiama. Da­vanti all'uomo non c'è una non-­strada, ma un ventaglio di stra­de. Ma Gesù specifica: la strada so­no io. Non c'è allora un sentie­ro, ma una persona da percor­rere: sulle sue orme, i suoi gesti, i suoi ideali controcorrente; sulle sue scomode scelte.

Alla base della civiltà occidentale la storia e il mito hanno posto due viaggi ispiratori: quello di Ulisse e del suo avventuroso ritorno a Itaca, il cui simbolo è un cerchio; il viaggio di Abramo, che parte per non più ritornare, il cui simbolo è una freccia. Gesù è via che si pone dalla parte della freccia, a significare non il semplice ritorno a casa, ma un viaggio mai finito, verso cieli nuovi e terra nuova, verso un futuro tutto da creare.

Io sono la verità: non in u­na dottrina, in un libro, in una legge migliori delle al­tre, ma in quel ”io” sta la ve­rità; nella vita di Gesù, venuto a mostrarci il vero volto dell'uomo e di Dio. Verità è un termine che ha la stessa radice latina di primavera (ver-veris), verità che risorge coraggiosa e amabile. Se invece è arrogante, senza tenerezza, aggressiva e dispotica; se è gridata con le parole di pietra dei fondamentalisti, allora non è voce di Dio. E la verità sei tu quando ti prendi cura e custodisci, asciughi una lacrima, ti fermi accanto all'uomo bastonato dai briganti, quando sai mettere sentori di primavera dentro un’esistenza.

La verità è la sorella della tenerez­za, insieme cercano la comunione. Il cristianesimo non è un sistema di pensiero, ma una storia e una vi­ta (F. Mauriac).

Io sono la vita. Che hai a che fare con me, Gesù di Nazareth?

La risposta è u­na pretesa perfino eccessi­va: io faccio vivere. E’ questa la richiesta più diffusa dei Salmi (Dio, fammi vivere!), è la supplica più gridata da Israele, che è andato a cercare lontano il grido di tutti i disperati della terra, e l'ha raccolto e lo custodisce nei salmi. Vita è tutto ciò che mettiamo sotto questo nome: futuro, amore, casa, festa, riposo, desiderio, pasqua, generazione, abbracci.

E ciò vuol dire che il mistero di Dio non è lontano, è strada sottesa ai tuoi passi. “Io sono vita” significa che non cercheremo altrove, perché siamo finalmente a casa.

Guardi Gesù, osservi come vive, come ama, come accoglie e come muore, e capisci quel Dio che aggiunge vita alla vita.

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